Il rizoma umano

La tortura nelle carceri siriane.

Il Rizoma Umano è una raccolta di testimonianze di alcuni sopravvissuti alle carceri siriane.

La parte introduttiva del libro spiega al lettore le dinamiche dell’arresto (del tutto arbitrario, se non casuale) e della tortura fisica e psicologica, in termini generici e impersonali.

La seconda parte coinvolge il lettore a livello emotivo che, storia dopo storia, potrà conoscere da vicino la singola persona e la propria esperienza di sopravvivenza durante e dopo il carcere.

Si può acquistare il libro e leggerne una presentazione qui:

Un estratto dell’introduzione:

Il genocidio

“Ho studiato chirurgia oftalmica perché è molto precisa,

non è quasi mai un’emergenza e c’è pochissimo sangue”.

Bashar al-Assad.

Lo scoppio della guerra civile in Siria, a seguito delle rivolte pacifiche popolari, è segnato da due fattori: la scrittura e la tortura.

Nel 2011, sull’onda dell’entusiasmo delle ‘primavere arabe’, a Daraa un gruppo di ragazzini scrive sui muri della scuola con una bomboletta spray: “è arrivato il tuo turno, dottore”, rivolgendosi ad Assad che sembrava poter crollare da un giorno all’altro, come Ben Alì in Tunisia, Gheddafi in Libia e Mubarak in Egitto. Assad risponde con la tortura, fa arrestare i ragazzini dai servizi segreti e dopo settimane di torture inenarrabili riconsegna i cadaveri irriconoscibili alle famiglie. E’ l’inizio delle rivolte, le persone di ogni città e villaggio scendono in piazza per dimostrare con sempre maggiore determinazione e per chiedere la caduta del regime, sono pacifiche e disarmate. La risposta del regime sarà sempre più violenta e repressiva, fino all’avvio di quel che oggi, dieci anni dopo, può definirsi il genocidio perfetto. Una volta messo in salvo il proprio potere, grazie ad altre potenze sciite come Hezbollah e Iran e grazie all’intervento della Russia di Putin, Assad ha continuato ad usare ogni arma possibile per sterminare la sua stessa popolazione.

Migliaia di sparizioni forzate, attacchi chimici, bombe barile, missili, assedi e carestie. Qualsiasi mezzo in grado di punire, umiliare e decimare le persone, Assad l’ha usato a suo favore, compresi i mille terroristi islamici che di proposito fece scarcerare a poche settimane dalle prime rivolte affinché andassero ad inquinare le proteste pacifiche. Oggi si può dire che la Siria non esista più e che Assad abbia vinto questa assurda guerra sotto gli occhi di tutto il mondo.

Ma da quel giorno a Daraa, quando i ragazzini scrivono sul muro con la bomboletta spray, il regime ci ha anche detto ciò che odia più di ogni altra cosa: la scrittura. Ogni regime, ogni potere illegittimo, ogni stato criminale impazzisce di fronte alla parola scritta. E quindi, cara lettrice, caro lettore, se ora stai tenendo questo libro fra le tue mani significa che c’è ancora un modo e uno soltanto per vincere contro questo e contro ogni regime: leggere la parola scritta.