Quaderni latinoamericani

Sono … sono ciò che è rimasto
sono ciò che non ci hanno ancora rubato
una baracca di legno e speranza
il cartello che dice “esta casa no se vende”
sono un contadino ricurvo di umilità
il sombrero che nasconde il sonno al sole
sono il tramonto delle idee a L’Avana
un bambino scalzo di futuro
sono gli occhi indio sotto al passamontagna
lo striscione con le foto dei desaparecidos
sono la signora che cuce sul marciapiede
la canzone più semplice che senti da lontano
sono la ragazza confusa che sogna d’esser nata bionda
un murales di tigri e rivoluzioni
sono Cent’anni di Solitudine
i denti inverditi che masticano coca
sono un sacchetto di fagioli
la madonnina avvolta da bandierine colorate
sono la montagna che ti toglie il fiato
il lago denso di rituali antichi
sono i santini che pendono dallo specchietto retrovisore
lo sguardo zitto che dice tutto
sono il genocidio dimenticato
un discorso politico strozzato fra i militari
sono l’operazione Condor che si prende i miei figli
una tortilla di mais venduta all’incrocio
sono il gol di mano contro l’Inghilterra
un sussulto del mare fra l’aragosta e il cielo
sono il flauto fra i souvenir
un poncho colorato sotto ai capelli nero corvino
sono… sono ciò che non ci hanno ancora rubato
sono l’America Latina
un continente magico che all’indietro cammina.
Qué viva América de tierra y libertad!

E’ la mia dichiarazione di amore, ciò che segue. Ci sono persone che scelgono i luoghi per andare lontano e poi c’è l’America Latina che ha scelto me per restare vicino.

Bolivia: dentro la miniera Cerro Rico

I sogni di Cuba

Perù: distopica Juliaca

Sotto la lente dei latinoamericani: progetto Fihrm-la